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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti ha partecipato allo Spring Seminar dell’Enoc tenutosi a Tallin, in Estonia, il 3 e 4 giugno. È stata l’occasione per illustrare quella che viene considerata in Europa una best practice italiana: la Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti, frutto di un protocollo tra l’Autorità garante, il Ministero della giustizia e Bambinisenzasbarre onlus.
Leggi: Enoc, Carla Garlatti ha illustrato la Carta dei diritti dei figli di detenuti a Tallin in Estonia
L'esaustiva ed interessante relazione dell'Autorità Garante Nazionale costituisce per la Garante dei Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza del Comune di Palermo, battistrada di un'azione di garanzia già avviata nel 2023 e che può riassumersi nell'aver assunto una visione (modello e traduzione operativa) orientata a definire Buone Pratiche di presa in carico dei Minori. Una visione che è stata orientata da specifiche prospettive:
- rappresentazione del minore come una condizione di campo definita dalla relazione che questo minore ha con il sistema famiglia, con il sistema di cura, con il sistema educativo-formativo;
- individuazione della diffusa fragilità nell'infanzia e nell'adolescenza;
- individuazione di tendenze ai processi partecipativi di gruppi di giovani istituzionalizzati (la Consulta Provinciale degli Studenti e non);
- passaggio dalla risposta estemporanea alla condizione di emergenza, che si ravvisa nell'Infanzia e nell'Adolescenza, al “governo” di tali emergenze attraverso un progetto di gestione univoco, che attraversi i sistemi di riferimento del Minore;
- orientamento di qualsiasi tipologia di presa in carico, secondo un modello di gestione che attivi accoglienza con ascolto attivo e contatto, orientamento, accompagnamento e affiancamento di Minori e contesti.
Tali prospettive fondamentali hanno consentito di definire alcuni specifici obiettivi:
- usare un modello di presa in carico sviluppata attraverso l'accoglienza con ascolto e contatto, l'orientamento, l'accompagnamento e l’affiancamento;
- intervenire sempre secondo una logica di “strengthening” rafforzando i minori sul piano del senso di responsabilità, di gestione delle frustrazioni, dell’individuazione di confini, etc., per aiutarli ad attraversare le condizioni di rischio psicosociale;
- prevenire le condizioni di vulnerabilità lavorando sulla fragilità;
- facilitare lo sviluppo e la crescita in termini di soft - hard live skills;
- potenziare le tendenze ai processi partecipativi
- prevenire e sostenere i minori nel rischio di isolamento sociale.
In tal senso l'azione di garanzia è stata orientata:
- studiando i diversi territori;
- analizzando i criteri gestiti dalla Pubblica Amministrazione per mettere in campo azioni per interventi, etc.;
- creando nessi istituzionali con tutte le istituzioni di riferimento dei minori e dei contesti;
- intervenendo in una logica di decentramento e quindi coinvolgendo servizi, strutture, utenti, minori e famiglie delle otto circoscrizioni, seppure secondo le diverse condizioni dei territori
- rinforzando gli operatori nella pratica professionale, anche di lavoro integrato inclusivo
- promuovendo processi partecipativi altri.
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